La difficile storia del piccolo
Stefano afflitto dalla West
TRIBIANO - Si chiama Stefano D’Errico
e ha solo 11 anni. Da quando è nato
soffre della sindrome di West.
Tutto iniziò quando Cristina Stellini
era all’ottavo mese di gravidanza, in
attesa di Stefano. «Mia moglie era
andata a fare l’ecografia al San
Raffaele. Il ginecologo gli disse di tornare
dopo cinque giorni perché non ci
capiva niente – ha spiegato Amedeo
D’Errico, il padre di Stefano –. Il ginecologo
che abbiamo trovato la volta
successiva, guardando l’ecografia precedentemente,
prescrisse d’urgenza il
cesareo. “Flussometria in peggioramento,
assenza diastolica”, la diagnosi.
Noi a quel punto preferimmo andare
all’ospedale Macedonio Melloni
per il parto. Lì ci dissero che avrebbero
tirato fuori mio figlio per i capelli,
tanto era grave la situazione».
Una volta nato, il bambino è stato
ventilato e tenuto per due giorni in
incubatrice e 33 in terapia intensiva, a
causa di un ictus cerebrale determinato
da asfissia neonatale. «Prima di
recarci in ospedale mia moglie continuava
ad avere le scalmane – continua
Amedeo –. Successivamente ci è
stato detto che ogni volta che mia
moglie aveva quelle vampate di calore
Stefano entrava in coma. Abbiamo
fatto causa all’ospedale che, ammettendo
la propria responsabilità, ci
offrì 600mila euro. Da tabella il risarcimento
ammontava a 6 milioni».
Stefano soffre spesso di crisi epilettiche
e ha sempre bisogno di assistenza.
Cristina, la madre, ha dovuto
abbandonare il proprio lavoro per
poter seguire il figlio. «Il suo più grosso
problema è la vista: lui oltre i 50
centimetri vede solo delle ombre» ha
commentato il padre.
Lo scorso settembre, il giudice ha rinviato
di un anno la prossima udienza.
Da qualche tempo, però, la famiglia
D’Errico ha una speranza in più: il trapianto
di cellule staminali. Una terapia
non praticata in Italia e molto
costosa. Per iniziare la prima terapia
servono 30mila euro e bisognerà
recarsi in Thailandia. «Dopo i primi
articoli usciti sulla stampa locale, in
tanti mi hanno contattato – continua
Amedeo –. Ora dovremmo aprire un
conto corrente con l’appoggio della
parrocchia di Tribiano, per la raccolta
dei fondi. Sono partito in quarta e non
ho intenzione di fermarmi». Tante,
infatti, le iniziative già in programma.
Nel corso della fiera “Cia che girum”,
che si svolgerà a Paullo il 9 maggio,
sarà allestito un banchetto. «Molto
probabilmente in quell’occasione
sopraggiungerà il Gabibbo con le telecamere
di “Striscia la Notizia”. Anche
dal Comune di Tribiano e dal Sindaco
abbiamo avuto appoggio. Colgo inoltre
l’occasione per lanciare un appello:
vorremmo cercare di recuperare
uno spazio durante le selezioni di
Miss Italia che ci saranno a giugno».
Ma la famiglia di Tribiano non si
ferma qui. Infatti, in programma,
anche un’intervista con un giornalista
del Tg3. «Nei negozi di Crema,
Tribiano e Paullo sono già presenti dei
salvadanai con la foto di mio figlio –
ha spiegato il padre di Stefano –. Io
devo ringraziare la signora Rosi e
Teresa, perché questa iniziativa è partita
proprio da loro. Da una coppia di
Zelo Buon Persico, ho anche avuto
l’appoggio per la stampa di gigantografie
e foto di mio figlio. Anche da
parte dell’azienda dove lavoro, la
Mapei di Mediglia, ho sempre avuto
una grande sostegno. Ho sempre
preso i permessi anche all’ultimo
momento. Adesso dovrò incontrare i
responsabili per vedere se potrò
avere un contributo economico»,
conclude Amedeo. A favore del piccolo
Stefano è anche nato un gruppo su
Facebook, chiamato “Aiutiamo
Stefano D’Errico”.
Per coloro interessati a fare una donazione:
c/c 1000/1637 c/o filiale intesa
S.Paolo n°08239 di Tribiano, intestato
a: CHIODA DAVIDE GIUSEPPE PRO
STEFANO. Bonifico Bancario, IBAN:
IT58F0306970560100000001673.
Jennifer Marfia

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